E' nata la «Dolce Bufala»

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fotografiaA4 1ninoCASERTA - Mozzarella, ricotta di bufala, zucchero e canditi. E' nata ufficialmente ieri la "Dolce Bufala" che abbina prodotti tipici della zona aversana in un mix che ricorda la specialità siciliana, ma è un'altra cosa.

"E' una idea che cullavo da tempo - spiega Nino Cannavale, presidente dell'associazione cuochi normanni, ideatore del piatto - perché amo molto la specialità siciliana. Così con l'aiuto di alcuni amici e di un caseificio abbiamo creato questo dolce fatto con pan di spagna, sfoglia di mozzarella, ricotta di bufala, zucchero e naturalmente canditi".

Facile a dirsi, più complicata a farsi. Aiutato dai figli e dal suo collega Francesco Chianese, Nino confezioneCannavale s'è messo a ritagliare i tondini di pan di spagna , ad amalgamare la ricotta di bufala con zucchero e canditi, bagnare il pan di spagna con un liquore di Benevento, che poi ha disposto nei piatti di portata. "La sfoglia è quella della mozzarella senza essere passata nella salamoia - spiega ancora Nino Cannavale - che viene tagliata a tondini e posta assieme al pan di spagna e riempita della ricotta di bufala". Ma già è pronta una seconda versione, che vede il ripieno di ricotta completamente ricoperto dalla mozzarella e che quindi diventa una cosa diversa. Il nome spiega lo chef assieme ad Angelo Barbato, è stato scelto proprio per esaltare le tipicità di alcune produzioni 427797 3811898181511 1702128250 ndell'agro aversano.


IL VINO - Ad accompagnare il tutto, un passito di vino asprino, l'Ebro, una piacevole scoperta, specie se servito assieme alla "cassata aversana". "Le uva vengono fatte maturare in graticcio - ha spiegato Gianluca Tommaselli, l'enologo che segue le produzioni della ditta Numeroso 554453 3847964203139 1732721248 nche produce vini derivati tutte dalle uva asprinio - per due o tre mesi, a seconda delle condizioni atmosferiche. Poi vien fatto invecchiare per un anno in botte, prima di essere imbottigliato senza altro trattamento". Altra curiosità: al pranzo di presentazione, per pochi invitati, a Lusciano, la cassata aversana è stata servita come prima pietanza, assieme al passito di asprinio, sovvertendo il normale incedere delle pietanze. Questo proprio per far dare un giudizio obiettivo su questa specialità. Nessun dubbio, è davvero buona e anche se è nata ufficialmente un martedì 17, avrà un grande successo.


Vito Faenza

 

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