Resoconto 1° Convegno 'I Prodotti Tipici di Terra di Lavoro

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Il 5 Dicembre 2009 si è svolto ad Aversa (Caserta), presso l'Istituto Alberghiero I.P.S.S.A.R.T. R. Drengot, il 1° Convegno "I Prodotti Tipici di Terra di Lavoro" organizzato dall'Associazione Cuochi Normanni.
convegno

Partner:
Seconda Università di Napoli - Touring Club Italiano Aversa - Associazione Siti Reali e Residenze Borboniche - WWF Agro Aversano Napoli Nord e Litorale Domizio - Associazione Spaghettitaliani - MEDUC - Pianeta Cultura - Italia Nostra Sezione di Caserta - Lions Club Aversa

Sono intervenuti:
Regione Campania - Provincia di Caserta - Comune di Aversa - Comune di Carinaro - Comune di Parete - Seconda Università di Napoli - Camera di Commercio Italo-Ellenica di Atene - Camera di Commercio di Caserta - Camera di Commercio di Napoli - Consorzio Unico Caserta-Napoli

 

Programma:

1° Convegno "I Prodotti Tipici di Terra di Lavoro"

Modera: Dott. Filippo Mincione (Consulente Aziendale per l'Internazionalizzazione e la Promozione di Prodotti Tipici Campani all'Estero).

9.30 - Apertura Lavori

* Introduzione di Nino Cannavale (Presidente Associazione Cuochi Normanni) che ha presentato l'Associazione Cuochi Normanni e le motivazioni che la animano, spiegando pure come è nata l'idea del Convegno, sottolineando che vuole essere un punto di partenza per promuovere i prodotti tipici di "Terra di Lavoro", come il vino Asprinio, la mela annurca, ...
* Saluto della Dott.ssa Preziosa Diana (Preside dell'Istituto Alberghiero I.P.S.S.A.R.T. di Aversa).
* Saluti delle Istituzioni presenti (sindaci dei comuni che hanno patrocinato il convegno o loro rappresentanti e Franco Candia in rappresentanza della Camera di Commercio di Caserta).

10.30 - Interventi dei relatori

* Prof.ssa Simonetta Conti (Docente di Geografia Seconda Università di Napoli): Terra di lavoro nel tempo e nellospazio.

La provincia storica di Terra di Lavoro, non sovrapponibile all’attuale provincia di Caserta, trae il proprio nome da una corruzione del toponimo Libur, legato alla gens Liburia, come già attestato da Plinio nella sua Naturalis Historia, ed è attestato in questa forma fin dall’XI secolo. La prima documentazione cartografica risale al XIII secolo, dal momento che compare nell’Itinerarium de Londinio di Matthew Paris del 1250 circa. Confinava a nord con lo Stato della Chiesa, e con le province di Abruzzo Ultra e Citra, del Contado di Molise, e dei Principati Citra ed Ultra. Come è documentato sia dalle carte che dagli archivi, fino al 1814 comprendeva anche il capoluogo del regno e parte della penisola sorrentina. Fu sotto la dinastia napoleonica che venne creata la provincia di Napoli, con una riduzione di Terra di Lavoro. Un’ulteriore diminuzione la si ebbe nel 1927 con l’aggregazione dei distretti di Sora e di Gaeta alla regione Lazio, ed infine venne soppressa e ricostituita solo dopo la seconda guerra mondiale.

* Dott. De Vincenzo (Agrisviluppo, Azienda Speciale Camera di Commercio di Caserta): I prodotti Tipici di Terra di Lavoro, caratteristiche e peculiarità.
I prodotti tipici del territorio sono l'anima del territorio stesso con la loro storia, diventando anche ottimi ambasciatori essenziali quando vengono presentati all'estero o in altre zone d'Italia, tuttavia non si deve sottovalutare quanto di nuovo e di a volte "diverso" dall'usuale viene prodotto, facendo l'esempio del kiwi che viene prodotto in zona e che è ormai consolidato, anche se notoriamente lontano sia come origine che come produzione abituale, suggerendo infine che bisogna superare le forme di localismo.
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* Dott. Sergio D'Ottone (Console per Aversa del Touring Club Italiano): I prodotti tipici quali elementi di attrazione turistica del territorio.

I prodotti tipici possono essere il motore che anima la promozione turistica, cosa a cui il Touring Club Italiano è stato da sempre, sin dalla sua nascita, un attivo sostenitore, sia con quanto pubblicato sia su quanto ha man mano organizzato nelle singole province italiane. Proprio andando in questa direzione è in programma la realizzazione di un osservatorio sul turismo ad Aversa.

* Dott. Alessandro Gatto (Biologo e Referente WWF Agro Aversano, Napoli Nord e Litorale Domizio): La tutela della biodiversità agroalimentare dell'Agro Aversano.

Biodiversità è il termine usato per indicare la varietà delle forme di vita, siano esse animali, vegetali, funghi o microrganismi (virus e batteri), presenti in tutti gli ecosistemi che troviamo sul nostro pianeta. La biodiversità deve essere protetta sia per definizione e sia per le molteplici convenzioni internazionali che esistono in materia, in quanto grazie alla sua salvaguardia si riesce a proteggere, in definitiva, la specie che ci sta più a cuore: l’essere umano. Quindi la protezione della moltitudine di forme di vita (biodiversità appunto) riguarda direttamente la tutela del genere umano. Di fronte al drammatico fenomeno del degrado dell’ambiente agricolo dell’area aversana e della scomparsa di centinaia di specie vegetali ed animali, è necessario il recupero del paesaggio agricolo, cosiddetto “PAESAGGIO RURALE DELL’AGRO AVERSANO”. Sebbene ci siano tantissime specie vegetali ed animali da trattare, in questa sede ci limiteremo a titolo di esempio ad approfondire la vite dell’asprinio di Aversa e la Bufala per la mozzarella, anch’essa tipica aversana. Inoltre il WWF propone coltivazioni "No Food" (cioè non destinate all'alimentazione umana ed animale) su quei terreni delle province di Napoli e Caserta che sono stati individuati dalle autorità come fortemente inquinati da metalli pesanti ed altri agenti inquinanti, in modo da consentire comunque uno sviluppo agroeconomico dei fondi e di favorire, al contempo, un avvio di bonifica grazie al principio della "Fitoestrazione" che molte specie dedicate al "No Food" hanno....

* Prof.ssa Giovanna Campaniello (Istituto Alberghiero I.P.S.S.A.R.T. di Aversa): Il coordinamento tra istituzioni, associazioni ed aziende per orientare la formazione dei giovani al fine di valorizzare le tipicità locali.

Il successo di una iniziativa formativa si realizza allorquando essa risulti attuabile nel contesto territoriale di riferimento. L’orientamento verso la cultura delle risorse e delle tipicità locali può rappresentare lo strumento prioritario per favorire nei giovani lo sviluppo di competenze concretamente spendibili. Affinché ciò sia possibile è necessaria l’integrazione delle sinergie di tutti gli attori presenti sul territorio ( Enti Pubblici , scuole , associazioni e aziende ) che, attraverso attività mirate , creino le reali condizioni per orientare i giovani verso la realtà economica che li circonda e delle opportunità che il territorio offre per il loro futuro.

* Dott. Alessandro Manna (Presidente Associazione per I Siti Reali e Le Residenze Borboniche Onlus): Carditello, metafora della decadenza, opportunità per il territorio.

La Tenuta di Carditello, a metà strada tra Napoli e Caserta, oltre a essere una delle più importanti opere di architettura neoclassiche della Campania (realizzata da Francesco COLLECINI, con affreschi di Jacob PHILIPP HACKERT), in quasi un secolo di lavoro ha rappresentato un laboratorio innovativo per la produzione della mozzarella, l’allevamento di cavalli, bufale e vacche e la coltivazione di cereali, foraggi, legumi, canape e lino. Negli ultimi anni, la cronaca relativa al sito di Carditello è un susseguirsi di storie di degrado, abbandono e di impegni mancati. Il meraviglioso monumento, al centro di una vasta campagna, è circondato da strade prive di segnaletica e da centri urbani fortemente a rischio per la presenza della malavita organizzata. Nonostante le dichiarazioni di intenti e gli impegni assunti dalle Istituzioni pubbliche locali e nazionali, il Sito Reale di Carditello attende ancora, dal 2007, di essere acquisito al patrimonio della Regione Campania e una precisa destinazione d’uso e un progetto complessivo di rilancio e gestione, inserito nell’area territoriale di riferimento e nell’ambito più generale del futuro disegno di sviluppo provinciale e regionale.La giornata odierna, frutto della collaborazione avviata da enti ed associazioni presenti quotidianamente sul territorio, costituisce una importante premessa per il rilancio turistico, culturale e delle tipicità di Terra di Lavoro, la salvaguardia del sistema paesaggistico casertano e soprattutto la promozione di forme di partecipazione attiva alla vita delle comunità locali. Siamo convinti, infine, che le Istituzioni pubbliche e le Amministrazioni locali sapranno opportunamente valorizzare questo prezioso patrimonio di risorse umane, materiali ed immateriali, sostenendo le prossime attività che gli organizzatori promuoveranno nel proseguimento delle attività programmate per migliorare il territorio di Terra di Lavoro.
esposizione prodotti
* Dott. Paolo Mandato (Presidente Associazione Pianeta Cultura): Reali cacce in Terra di Lavoro.

Con il consolidarsi della nuova dinastia borbonica , assistiamo nella provincia di Terra di Lavoro e non solo in essa al profilarsi e prender forma di un “fenomeno particolare” conosciuto come i “ Siti Reali “. La denominazione Siti Reali, indica le aree demaniali e anche quelle acquistate dalla Casa Reale per la caccia, attività sportiva preferita sia Carlo di Borbone e da suo figlio Ferdinando. Le aree reali in seguito videro il nascere di costruzioni per l’alloggio dei reali e della corte. Risulta significativo che nella scelta dei siti reali, si tenesse conto, oltre che della abbondanza di selvaggina per la passione venatoria dei Sovrani, aver valutato con particolare attenzione, le risorse produttive dei terreni, la presenza di acque e dei boschi. Grazie alla proiezione di alcune carte possiamo poi avere una percezione immediata delle aree destinate alla caccia reale, ma dobbiamo qui sottolineare il loro carattere ancora oggi ricco di biodiversità da salvaguardare e le enormi potenzialità socio- economiche, culturali e turistiche che attualmente non sono utilizzate e fruibili nella loro interezza. In conclusione credo sia opportuno favorire l’inserimento delle Reali Cacce e dei Siti Reali di Terra di Lavoro, nel programma di salvaguardia proposto dall’ Unesco. Inoltre propongo di costituire una cabina di regia unitaria ossia un coordinamento delle diverse e molteplici iniziative pubbliche e private afferenti ai Siti Reali, con un respiro di carattere nazionale e internazionale.
convegno
12.00 - Tavola Rotonda

Strategie di Promozione delle Tipicità di Terra di Lavoro

Modera: Luigi Farina (Presidente Associazione Spaghettitaliani)

Hanno dato il loro contributo alla tavola rotonda: Il Dott. Abussi (Regione Campania) che ha voluto sottolineare l'importanza del trasmettere alle nuove generazioni l'amore e la passione per quanto di buono trasmette la terra dove si vive, il Dott. De Vincenzo (Agrisviluppo) ha parlato delle attività che il suo ente promuove e quali possono essere le prospettive future, il Dott. De Chiara (Vicesindaco ed Assessore alla Cultura e al Turismo del Comune di Aversa) ha auspicato la rinascita del territorio sia dal punto di vista turistico che commerciale, e alla fine il Dott. Manna ha preso la parola a nome di tutti i promotori del convegno per proporre un Evento aperto al pubblico da realizzare in primavera nella Reggia di Carditello, sia per la rivalutazione del sito che per presentare i prodotti del territorio.

13.00 - Pranzo di Gala a base di Prodotti Tipici

Ogni portata è stata preceduta da una introduzione, a cura della Associazione Cuochi Normanni, con cui è stata spiegata l'origine storica dei prodotti utilizzati, con il ringraziamento alle aziende che li hanno offerti.

Tutti gli intervenuti sono stati concordi nel condividere il pensiero di tutti i promotori, e cioè che questo Convegno si deve considerare come un punto di partenza per la rivalutazione di una zona che corrisponde alla antica Provincia Borbonica di Terra di Lavoro, con i suoi prodotti e le sue bellezze sia artistiche, che storiche che naturalistiche, cercando di sensibilizzare le istituzioni per una sua definitiva bonifica ambientale, necessaria per la rivalutazione turistica del territorio.

 

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