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 I cuochi a Difesa del Territorio

La nostra associazione è particolarmente sensibile alla tutela del territorio, dell'ambiente e del patrimonio storico artistico. Ritenendo che le specialità enogastronomiche sono strettamente influenzate dalla qualità dell'ambiente circostante è nostra priorità sensibilizzare le istituzioni e l'opinione Pubblica su queste tematiche.

iovino.jpg 1276040501Che cos'è un mondo sostenibile? Un mondo sostenibile è, in generale, quello in cui le attività umane non entrano in conflitto con gli equilibri naturali. L'idea di fondo è, tuttavia, più complessa. 'Sostenibilità', infatti, non implica solo ridurre l'impronta umana sull'ambiente, ma anche valutare tutto ciò che è connesso a quest'impronta. Lo sfruttamento delle risorse non rinnovabili, l'inquinamento del pianeta, la cementificazione, la mancata tutela delle aree e delle specie protette sono parte di questo discorso: forzare o sconvolgere le dinamiche naturali, contribuisce infatti a danni non meno macroscopici, come il riscaldamento del clima o la riduzione della biodiversità. Si tratta di fenomeni che non è possibile ignorare, e che comportano una decisa assunzione di responsabilità da parte dell'uomo. Ma, si obietterà, per quante misure si possano prendere, è difficile pensare di vivere in armonia con la natura. Qual è, infatti, la nostra responsabilità di fronte a cataclismi come lo tsunami del 26 dicembre 2004? La risposta è ovvia: nessuna. Tuttavia, se non si può discutere di eventi catastrofici come i terremoti o le eruzioni vulcaniche, possono e devono essere discussi invece i criteri con cui gli esseri umani intervengono sull'ambiente. La differenza tra i disastri naturali e quelli dovuti all'uomo è, infatti, molto semplice: se i primi sono inevitabili, i secondi non lo sono affatto. Anzi, sono spesso il risultato di calcoli sbagliati o di scelte miopi, tese a privilegiare il benessere immediato di pochi individui rispetto a un benessere più ampio e duraturo.
Ecco che allora il termine 'sostenibilità' si colora di un significato economico e sociale. Allo sviluppo industriale incontrollato, alla deforestazione, allo smaltimento dei rifiuti tossici, si accompagnano spesso squilibri sociali dovuti a varie forme di discriminazione, allo sfruttamento del lavoro e delle fasce più deboli: in una parola, la distanza tra Nord e Sud del mondo si divarica proprio laddove l'intervento umano sull'ambiente è più aggressivo.


La necessaria complementarità di uomo e natura
L'etica dell'ambiente non è una disciplina accademica. I problemi che si pone sono quelli di una società e di un mondo sostenibile. Per questo, il suo compito è sottoporre a un'analisi critica i modelli teorici e gli stili di vita a cui siamo abituati. Ciò si può fare in molti modi. Il primo è affermare (con pensatori che vanno da Aldo Leopold e Arne Naess a Peter Singer e Tom Regan) che l'essere umano non è l'unico depositario di un valore morale, ma che questo valore può essere egualmente riconosciuto a tutto ciò che esiste in natura, sia esso una pianta, un animale o un paesaggio. Spostando il baricentro della considerabilità morale dall'uomo alla natura, l'etica dell'ambiente mette l'accento non sulla separazione, ma sulla necessaria complementarità di questi due termini. Tra esseri umani e forme di vita non umane non vi è un salto nella catena dell'essere, come tra creature più perfette e creature meno perfette. Vi è, piuttosto, distinzione e coappartenenza, poiché, in un'ottica d'insieme, la sussistenza degli uni è legata alla sussistenza delle altre. Alla base di questo nuovo paradigma interpretativo sta la lezione dell'ecologia, "la scienza comprensiva delle relazioni tra l'organismo e l'ambiente": gli individui (umani e non umani) isolati dall'ambiente sono una pura astrazione, esattamente come lo sono i singoli esseri umani isolati dalla società.
Ma all'ambiente si può guardare anche rimanendo in una prospettiva 'antropocentrica'. Come ci ricorda Hans Jonas, infatti, preservare il mondo che ci circonda significa anzitutto assicurare un futuro al genere umano. Un futuro che non può esserci se non ci sono le necessarie condizioni fisiche e biologiche: e quindi, se non è rispettata la biodiversità, se l'inquinamento avrà reso la Terra un deserto inabitabile. Ma significa anche garantire un passato a chi verrà dopo di noi, dal momento che, come sottolinea Mark Sagoff tra gli altri, all'ambiente sono legati la cultura, i riferimenti simbolici, la storia delle diverse popolazioni che vi abitano.
Infine, e soprattutto, guardare in un'ottica non predatoria la natura significa anche agire nel nostro presente, fronteggiandone le contraddizioni sociali, economiche e politiche. È fuori dubbio, infatti, che il dominio sulla natura e sulle sue risorse è strettamente connesso al dominio dell'uomo sull'altro uomo. È in questo senso che la filosofia dell'ambiente si fa portatrice di forti istanze etico-sociali, criticando le ideologie che stanno alle spalle delle strutture gerarchiche consolidate, e promuovendo una società democratica basata sulla condivisione dell'ambiente. patrocinata, tra gli altri, dall'ONU e dall'UNESCO e sottoscritta nel 2000 da rappresentanti di 53 nazioni. Ciò dimostra chiaramente come, anche e soprattutto sul piano globale, la prima forma di sostenibilità passi attraverso un progetto educativo: una 'alfabetizzazione ecologica' necessaria affinché, aldilà dei particolarismi, sia salvaguardato il benessere comune.


Educare a percepire l'ambiente come patrimonio comune
La cultura dell'ambiente è una cultura dell'agire comune. Per questo è così importante il suo aspetto educativo. Essa deve infatti educare la società a percepire l'ambiente come un bene di tutti, un patrimonio condiviso di salute, di valori e di bellezza. Tale discorso sottintende quello più ampio di un'etica della cultura: ogni progetto educativo è un progetto etico-culturale, nel senso che esso tende a trasmettere valori su cui si esercita una consapevolezza critica, in un'ottica democratica e 'inclusivistica'.
Il compito della filosofia è, da questo punto di vista, centrale nella costruzione di una cultura dell'ambiente, sia come strumento critico che come mezzo pedagogico. La prova di ciò, oltre alla partecipazione, in molti paesi, di esperti di etica ambientale alle attività di appositi organismi istituzionali, è la centralità data all'etica della cura da importanti accordi internazionali, come per esempio la Earth Charter

Il diritto all'esistenza dell'essere altro
Considerato in un'ottica metafisica, il confronto umano con la natura è un confronto con una diversità assoluta: come diceva Hegel, la natura è "lo spirito fuori di sé", l'altro da me nella sua più estrema irriducibilità. Ma possiamo davvero continuare a pensarla così? O forse dovremmo dire che 'differenza' non equivale tout court a una negazione, ma che con essa si afferma l'esistenza (e il diritto all'esistenza) di qualcosa di diverso? Contro Hegel, allora, potremmo tornare a Platone, che nel Sofista riconosce anche al non essere una dignità di essere, proprio in quanto 'essere altro'. La sfida della cultura ambientale è quella di imparare a vedere il valore proprio di questo essere altro, in tutte le sue forme, a partire dalla vita della natura.

di Serenella Iovino* treccani.it*Insegna Filosofia morale all'Università di Torino. Si occupa di storia delle idee ed etica ambientale, ed è autrice di Filosofie dell'ambiente.

1513Fertilissima fin dall'antichità, la "Campania felix" era il più vicino e principale fornitore di derrate della Roma imperiale, e le sue complesse vicende storiche giustificano sia piatti ricchi con influenze Angioine e Borboniche, sia preparazioni povere riservate al popolo, dove primeggiavano ortaggi e latticini con la carne quasi assente. Partendo dal Rinascimento la cucina di corte trovò spazio nei testi del Messisbugo, dello Scappi o del Corrado. In queste opere c’è una grande quantità di ricette napoletane come quelle dei maccheroni, dei timballi, dei pesci e della caccia.
Solo dall‘800 con le opere dell’Agnoletti e del Cavalcanti s’incominciò a prendere in considerazione la cucina più povera. Esiste poi nella gastronomia napoletana una serie di piatti che, sempre dall’ottocento, fusero la tradizione della corte francese con gli ingredienti e le usanze tipicamente napoletane. Ne vennero fuori invenzioni molto elaborate e spettacolari, dove spiccavano timballi come i maccheroni al ragù, o il “sartù” a base di riso ripieno con fegatini di pollo, salsicce, polpettine di carne, ecc. Nella letteratura contemporanea Matilde Serao, Giuseppe Marotta, Eduardo De Filippo, o poeti come Salvatore Di Giacomo hanno immortalato piatti, invenzioni, protagonisti e caratteri della cucina napoletana (che riassume quella dell'intera regione).
Il Principe della cucina campana è il Pomodoro San Marzano dell’Agro Sarnese-Nocerino DOP, impiegato con arte dal ragù alla pizza, ed è stato detto: “a Napoli il pomodoro è una mezza religione”.
Glorie della cucina partenopea per la parte di terra sono la pasta e i latticini, mentre per la gastronomia di mare troviamo: crostacei e molluschi. Indimenticabili anche i piatti a base di ortaggi dell'agro campano, come la parmigiana di melanzane, i peperoni ripieni o il profumo dato alle pietanze dal Cipollotto Nocerino DOP. La cucina a Napoli è fatta anche di "esterni" e di spettacolo, imperdibili sono i "friggi e mangia", e i vari "passatempi" (frutti di mare, pizzette, tartine, frittelle) offerti in chioschi o bancarelle, e consumati in qualunque momento della giornata. 

Tratto integralmente da: http://www.taccuinistorici.it

logo insieme per la rinascitaLa nostra Regione, grazie alla prosperità e alla bellezza che un tempo le appartenevano, veniva definita Campania Felix. Oggi, il degrado ambientale, lo stato di abbandono del patrimonio storico-artistico e il cattivo sviluppo urbanistico sono le cause che hanno compromesso gravemente la qualità della vita della nostra regione.

E' dimostrato che lo stato  di abbandono di intere aree produce effetti dannosi a tutti i livelli: agricolo,industriale, economico e civile (sanitario-economico) e, naturalmente, le popolazioni stanziali sono le più colpite dal fenomeno. La qualità della loro vita è decisamente compromessa.

L’estetica delle città, la salubrità dell’aria, la purezza delle acque e la conservazione del patrimonio storico culturale sono gli elementi che insieme concorrono ad affermare il successo delle produzioni locali, oltre che essere importanti ai fini della Salute Pubblica.

Consapevoli che le attività economiche riferite al settore "Eno-Gastronomiche e turistiche" sono strettamente legate alle sorti dell’ambiente e alla qualità del contesto in cui vengono svolte -subendone anche la medesima sorte- è nostra intenzione sensibilizzare l'opinione pubblica su questi temi.

Si rileva che le eccellenze eno-gastronomiche Campane sono fortemente penalizzate dallo stato di degrado e anche l'industria del turismo -per le stesse cause- segna il passo...

A tal proposito ci poniamo l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica rendendola attiva e partecipe nel recupero di quanto ad oggi - "grazie" ad una classe politica scellerata e famelica- è stato gravemente compromesso.

Prestare maggiore attenzione al bene comune -che è il patrimonio di ognuno di noi- dovrà essere l'imperativo per tutti.

Siamo convinti che una sana azione di recupero dell’ambiente e delle bellezze storiche sia la migliore strategia per una rinascita della nostra Terra.

Considerando la tavola e il buon cibo il miglior modo per socializzare e apprezzare le cose buone, vogliamo partire da qui per un viaggio di sapori e emozioni che come scopo avrà l'ambizioso obiettivo di rivalutare le ricchezze storiche culturali, paesaggistiche ed eno-gastronomiche che da sempre hanno caratterizzato la nostra Regione, rendendola felix...

Puntiamo a far rinnamorare tutti della propria terra ed essere orgogliosi delle proprie origini!

Nell’interesse generale vogliamo esaltare le bellezze e i sapori della nostra Regione nel tentativo di ritrovare gli stimoli per una nuova rinascita.

trasferire alle future generazioni la bellezza e la ricchezza che un tempo fu nostra.

 ritorniamo ad essere la Campania-Felix di una volta, si può fare e noi lo faremo!

Stimolando la percezione delle persone rendendole consapevoli dei vantaggi che possono derivare da una gestione più umana delle ricchezze comuni contiamo di riuscire nell'impresa.


Programma attività:
1- Campagna associativa 2012
2- In accordo con le istituzioni centrali e periferiche, nelle varie piazze organizzeremo eventi itineranti per la riscoperta delle specialità eno-gastronomiche della nostra regione con riferimenti al patrimonio storico- artistico e ambientale di ogni angolo delle nostre bellissime città.
3- Cuoco Normanno a domicilio
4- Corsi di cucina

fdr


"La vera libertà individuale non può esistere senza sicurezza economica ed indipendenza. La gente affamata e senza lavoro è la pasta di cui sono fatte le dittature."  Franklin Delano. Roosevelt

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di Francesco Cannavale

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