carditelloIl Sito Reale di Carditello, ubicato nel Comune di San Tammaro, a metà strada tra Napoli e Caserta, oltre a essere una delle più importanti opere di architettura neoclassiche della Campania (realizzata da Francesco COLLECINI, con affreschi di Jacob Philipp HACKERT), in quasi un secolo di lavoro ha rappresentato un laboratorio innovativo per la produzione della mozzarella, l’allevamento di cavalli, bufale e vacche e la coltivazione di cereali, foraggi, legumi, canape e lino. Strutturata come vera e propria azienda, Carditello fu organizzata secondo i moderni sistemi agronomici del tempo, che prevedevano l’integrazione tra allevamento e agricoltura, seguendo in ciò i dettami delle teorie agronomiche sviluppate dai movimenti riformatori lombardi e toscani, e una prassi già in uso nel resto della penisola, cui aderirono anche gli intellettuali formatisi alla scuola del Genovesi ed interessati ai miglioramenti economici del regno di Napoli.

Con la Reggia di Caserta, il Belvedere di San Leucio, l’Acquedotto Carolino e gli altri Siti Reali della corona borbonica, Carditello si inseriva in un organico disegno di sviluppo del territorio, della promozione dell’agricoltura e delle industrie del regno delle Due Sicilie. Nel 1833 raggiungeva un’estensione di circa 2000 ettari.

Dopo l’unità d’Italia la Tenuta passò alla casa reale dei Savoia e nel 1919 fu donata all’Opera Nazionale Combattenti, con conseguente lottizzazione dei terreni. Dal ‘52 è patrimonio del Consorzio Generale di Bonifica del Bacino Inferiore del Volturno e recentemente, dopo gli sporadici finanziamenti della Cassa per il Mezzogiorno e della Regione Campania, è intervenuto il Ministero per i Beni e le Attività Culturali che, seppur in assenza di un progetto complessivo di rilancio, è intervenuto con un restauro parziale della tenuta borbonica, destinando alla sua cura i fondi del gioco del Lotto. 

Negli ultimi anni, la cronaca relativa al sito di Carditello è un susseguirsi di storie di degrado, abbandono e di impegni mancati. Il meraviglioso monumento, al centro di una vasta campagna, è circondato da strade prive di segnaletica e da centri urbani fortemente a rischio per la presenza della malavita organizzata.

Nonostante le dichiarazioni di intenti e gli impegni assunti dalle Istituzioni pubbliche locali e nazionali, il Sito Reale di Carditello attende ancora una precisa destinazione d’uso e un intervento complessivo di rilancio, inserito nell’area territoriale di riferimento e nell’ambito più generale del futuro disegno di sviluppo provinciale e regionale.

Attualmente, infatti, pur essendo sottoposto a vincolo di tutela del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, il complesso di Carditello – che si estende su un terreno di circa mq. 55.000, si compone di un edificio centrale, di otto torri e di dodici capannoni per un totale di superficie utile di mq. 13.124 – per effetto di titoli creditizi vantati dal Sanpaolo-Banco di Napoli nei confronti del Consorzio di Bonifica del Bacino Inferiore del Volturno, rischia di essere venduto all’asta, privando in tal modo la collettività di un bene culturale pubblico di straordinario valore. (*a cura di Paola ESPOSITOAlessandro MANNA)

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